La sorveglianza sanitaria dei lavoratori edili: uno strumento essenziale per la tutela della salute

Il settore delle costruzioni rappresenta uno degli ambiti lavorativi più complessi e impegnativi sotto il profilo della salute e della sicurezza. Ogni giorno migliaia di lavoratori operano in cantieri temporanei e mobili esposti a numerosi fattori di rischio: movimentazione manuale dei carichi, rumore, vibrazioni, polveri, sostanze chimiche, lavoro in quota, agenti atmosferici e utilizzo di attrezzature potenzialmente pericolose. In questo contesto, la sorveglianza sanitaria assume un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie professionali e nella tutela della salute dei lavoratori.

La sorveglianza sanitaria è definita dal Decreto Legislativo 81/2008 come l’insieme degli atti medici finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa. Non si tratta quindi di un semplice controllo periodico, ma di un processo continuo che accompagna il lavoratore durante l’intera vita professionale.
Nel settore edile il medico competente svolge una funzione particolarmente delicata. Attraverso la valutazione dei rischi presenti nel cantiere e la collaborazione con il datore di lavoro, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e gli altri soggetti della sicurezza, il medico definisce protocolli sanitari specifici per le diverse mansioni. Muratori, carpentieri, ponteggiatori, operatori di macchine movimento terra, addetti alle demolizioni e lavoratori stradali possono infatti essere esposti a rischi differenti che richiedono accertamenti mirati.

Uno dei principali obiettivi della sorveglianza sanitaria è individuare precocemente eventuali alterazioni dello stato di salute correlate all’attività lavorativa. Il settore delle costruzioni è storicamente associato a un’elevata incidenza di patologie muscoloscheletriche.
Il sollevamento di carichi, le posture incongrue e i movimenti ripetitivi possono favorire l’insorgenza di lombalgie, ernie discali, tendiniti e altre malattie da sovraccarico biomeccanico. Attraverso visite mediche periodiche e un’attenta raccolta dell’anamnesi lavorativa, il medico competente può intercettare precocemente i primi segnali di sofferenza e suggerire misure preventive o limitazioni temporanee dell’attività.

Un altro rischio particolarmente rilevante nei cantieri è rappresentato dall’esposizione al rumore. Martelli demolitori, seghe circolari, compressori e macchine operatrici possono generare livelli sonori elevati che, nel tempo, possono provocare ipoacusia professionale. Per questo motivo i lavoratori esposti vengono sottoposti a controlli audiometrici periodici, indispensabili per monitorare la funzionalità uditiva e verificare l’efficacia delle misure di protezione adottate.
Grande attenzione viene inoltre riservata alle patologie respiratorie.
Durante le attività di demolizione, taglio, perforazione o lavorazione di materiali contenenti silice cristallina respirabile si possono generare polveri che, se inalate per lunghi periodi, aumentano il rischio di malattie polmonari croniche. Analogamente, in alcune attività possono essere presenti esposizioni a fibre di amianto durante interventi di bonifica o manutenzione su edifici datati. In tali situazioni la sorveglianza sanitaria prevede accertamenti specifici finalizzati al monitoraggio della funzionalità respiratoria.
Anche le vibrazioni meccaniche costituiscono un fattore di rischio significativo. L’utilizzo prolungato di martelli pneumatici, perforatori, smerigliatrici e altri utensili vibranti può determinare danni a carico del sistema osteoarticolare, muscolare, neurologico e vascolare. I controlli sanitari consentono di individuare precocemente sintomi e segni riconducibili a tali esposizioni, favorendo interventi tempestivi.

La sorveglianza sanitaria non ha tuttavia una funzione esclusivamente diagnostica. Essa rappresenta anche un’importante occasione di informazione e promozione della salute. Durante le visite mediche il lavoratore può ricevere indicazioni sui corretti comportamenti da adottare, sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e sulle strategie utili a ridurre i rischi professionali. In questo senso il medico competente diventa una figura centrale nella diffusione della cultura della prevenzione.
Al termine degli accertamenti sanitari, il medico esprime un giudizio di idoneità alla mansione specifica. Tale giudizio può essere di idoneità piena, idoneità con prescrizioni o limitazioni, inidoneità temporanea oppure inidoneità permanente. L’obiettivo non è escludere il lavoratore dall’attività, ma garantire che la mansione sia compatibile con le sue condizioni di salute e che possa essere svolta senza rischi aggiuntivi.
In un settore caratterizzato da elevata complessità operativa e da numerosi fattori di rischio, la sorveglianza sanitaria rappresenta, quindi, uno degli strumenti più efficaci per prevenire malattie professionali, ridurre gli infortuni e promuovere il benessere dei lavoratori. Investire nella salute significa non soltanto adempiere a un obbligo normativo, ma valorizzare il capitale umano che costituisce la vera risorsa di ogni cantiere.

La sorveglianza sanitaria dei lavoratori edili: uno strumento essenziale per la tutela della salute

A cura della Dr. ssa Katiuscia Vella e del Prof. Dr. Ivan Sciarretta P. HD.