
Rischio posturale e disturbi muscolo-scheletrici lavoro-correlati: lavoro in postura incongrua e videoterminalisti
Il rischio posturale rappresenta una delle principali cause di disturbi muscolo-scheletrici lavoro-correlati, con particolare rilevanza nei lavoratori esposti a posture incongrue prolungate, lavoro in flessione (“piegatizio”) e attività al videoterminale. L’adozione di posture statiche, l’ergonomia inadeguata delle postazioni di lavoro e l’assenza di pause e variazioni posturali determinano un sovraccarico biomeccanico cronico, responsabile di patologie a carico della colonna vertebrale, degli arti superiori e del rachide cervicale. Il presente articolo analizza i principali fattori di rischio posturale, le patologie correlate, le possibili evoluzioni funzionali e disabilitanti, il quadro normativo di riferimento e le strategie di prevenzione e tutela, evidenziando il ruolo centrale della medicina del lavoro e dell’ergonomia nella promozione della salute occupazionale.
I disturbi muscolo-scheletrici (DMS) rappresentano una delle principali cause di assenza dal lavoro, riduzione della capacità lavorativa e inidoneità professionale. Il rischio posturale è ampiamente diffuso in numerosi contesti lavorativi, sia manuali che intellettuali, e riguarda in particolare:
- lavori svolti in postura piegata o forzata;
- attività statiche prolungate;
- lavoro al videoterminale.
La crescente digitalizzazione e l’aumento delle mansioni sedentario-ripetitive rendono il rischio ergonomico e posturale un tema centrale per la medicina del lavoro, non solo in termini di prevenzione, ma anche di sostenibilità del lavoro nel lungo periodo.
Rischio posturale: definizione e meccanismi biomeccanici
Il rischio posturale deriva dal mantenimento prolungato di posture incongrue o statiche che determinano un sovraccarico biomeccanico a carico di muscoli, tendini, articolazioni e strutture nervose.
I principali meccanismi patogenetici includono:
- contrazione muscolare statica prolungata;
- ridotta irrorazione muscolare;
- microtraumi ripetuti;
- aumento delle pressioni discali;
- alterazioni dell’allineamento vertebrale.
Nel tempo, tali sollecitazioni favoriscono l’insorgenza di dolore cronico e patologie degenerative.
Lavoro in postura piegata e posture incongrue
Il lavoro svolto in posizione flessa del tronco, con inclinazione del rachide o torsioni ripetute, è tipico di numerosi settori (assistenza sanitaria, edilizia, logistica, industria, servizi).
I principali effetti includono:
- sovraccarico del rachide lombare;
- aumento del rischio di lombalgia cronica;
- discopatie e protrusioni/ernie discali;
- affaticamento muscolare persistente.
La postura piegata, soprattutto se mantenuta per tempi prolungati e senza adeguate pause, rappresenta un fattore di rischio elevato per la salute muscolo-scheletrica.
Videoterminalisti e lavoro sedentario
Il lavoro al videoterminale comporta una postura statica prolungata, spesso associata a:
- flessione del capo;
- anteposizione delle spalle;
- cifosi dorsale;
- appoggio inadeguato degli arti superiori.
I disturbi più frequenti nei videoterminalisti includono:
- cervicalgia e dorsalgia;
- lombalgia;
- sindrome da tensione muscolare;
- disturbi a carico degli arti superiori (spalla, gomito, polso);
- cefalea muscolo-tensiva.
A ciò si associano frequentemente affaticamento visivo e riduzione della concentrazione.
Patologie muscolo-scheletriche correlate
Il rischio posturale può determinare o aggravare:
- lombalgie acute e croniche;
- cervicalgie e cervicobrachialgie;
- discopatie degenerative;
- sindrome del tunnel carpale;
- tendiniti e tenosinoviti;
- sindrome della spalla dolorosa.
In assenza di interventi correttivi, tali condizioni possono evolvere verso limitazioni funzionali e riduzione della capacità lavorativa.
Impatto funzionale e possibili disabilità
I disturbi posturali cronici possono comportare:
- dolore persistente e rigidità articolare;
- riduzione della mobilità;
- difficoltà nello svolgimento delle mansioni;
- assenteismo e presenteismo;
- necessità di limitazioni lavorative o cambio mansione.
Nei casi più gravi, il rischio posturale può condurre a inidoneità temporanea o permanente, con rilevanti conseguenze personali e organizzative.
Inquadramento normativo
Il rischio posturale è pienamente riconosciuto dalla normativa italiana in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
I riferimenti principali sono:
- D.Lgs. 81/2008, Titolo I: obbligo di valutazione di tutti i rischi, inclusi quelli ergonomici;
- D.Lgs. 81/2008, Titolo VII: uso di attrezzature munite di videoterminali;
- Allegato XXXIV del D.Lgs. 81/2008: requisiti minimi ergonomici delle postazioni VDT;
- Norme tecniche UNI e ISO sull’ergonomia dei posti di lavoro.
Il rischio posturale deve essere inserito nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e gestito con misure preventive adeguate.
Prevenzione e misure di tutela
La prevenzione del rischio posturale si basa su un approccio integrato.
Ergonomia della postazione di lavoro
Per i videoterminalisti:
- sedia regolabile in altezza e con supporto lombare;
- schermo posizionato all’altezza degli occhi;
- tastiera e mouse a livello degli avambracci;
- piedi ben appoggiati a terra o su poggiapiedi.
Organizzazione del lavoro:
- alternanza tra posture diverse;
- pause regolari (almeno 15 minuti ogni 2 ore per VDT);
- rotazione delle mansioni;
- riduzione della staticità prolungata.
Formazione e informazione:
- educazione posturale;
- corrette tecniche di movimentazione;
- consapevolezza dei segnali precoci di sovraccarico.
Sorveglianza sanitaria
Il Medico Competente svolge un ruolo fondamentale attraverso:
- valutazione dei disturbi muscolo-scheletrici;
- monitoraggio delle condizioni di salute nel tempo;
- prescrizione di limitazioni o adattamenti della postazione;
- collaborazione con RSPP e datore di lavoro per misure correttive.
Particolare attenzione deve essere riservata ai lavoratori fragili e a coloro che presentano patologie preesistenti.
Il rischio posturale rappresenta una delle principali sfide della medicina del lavoro moderna, soprattutto in un contesto caratterizzato da crescente sedentarietà e digitalizzazione. La prevenzione, attraverso ergonomia, organizzazione del lavoro e sorveglianza sanitaria, consente di ridurre significativamente l’incidenza dei disturbi muscolo-scheletrici, migliorando il benessere dei lavoratori e la sostenibilità delle attività produttive. Investire in ergonomia significa investire in salute, produttività e qualità del lavoro.
Rischio posturale e disturbi muscolo-scheletrici lavoro-correlati: lavoro in postura incongrua e videoterminalisti
A cura del Prof. Dott. Ivan Sciarretta PH.D.
