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La frequentazione delle piscine rappresenta un’importante opportunità di benessere. Il nuoto migliora la capacità cardiorespiratoria, favorisce il controllo del peso corporeo, riduce il carico articolare ed è praticabile anche da anziani, persone con disabilità e pazienti affetti da numerose patologie croniche. Tuttavia, la sicurezza di una piscina non dipende soltanto dall’assenza di microrganismi patogeni. Accanto al rischio microbiologico esiste un rischio chimico meno evidente, ma non trascurabile.

Quando si parla di movimentazione manuale dei carichi si fa riferimento a tutte quelle attività che richiedono l'intervento diretto del lavoratore per sollevare, abbassare, trasportare, spingere, tirare o spostare un peso. Eppure, dietro questa apparente normalità, si nasconde uno dei rischi professionali più diffusi e sottovalutati.

In un settore caratterizzato da elevata complessità operativa e da numerosi fattori di rischio, la sorveglianza sanitaria rappresenta, quindi, uno degli strumenti più efficaci per prevenire malattie professionali, ridurre gli infortuni e promuovere il benessere dei lavoratori.

Di domenica 19 luglio 2026, intorno alle 15:30, un classico pomeriggio in una piscina in provincia di Roma si è trasformato in una tragedia.

La sicurezza stradale non dipende esclusivamente dall'efficienza dei veicoli, dalla qualità delle infrastrutture o dal rispetto delle norme del Codice della Strada. Un elemento spesso sottovalutato, ma fondamentale, è rappresentato dallo stato di salute di chi guida per professione. Gli autisti sono infatti esposti a numerosi fattori di rischio occupazionale che possono compromettere nel tempo il benessere fisico e psicologico.