Lavoratori al freddo i rischi e le misure di prevenzione e tutela

Lavoratori al freddo: i rischi e le misure di prevenzione e tutela
Come ogni lavoratore che lavora in un ambiente specifico, tale può essere un ufficio, un cantiere, un negozio, una struttura ricettiva e in tanti altri ambienti, anche i lavoratori che lavorano al freddo e che, quindi, svolgono mansioni edilizie, elettriche, idrauliche etc. devono tutelare la propria salute e prevenire rischi specifici legati allo svolgimento delle proprie mansioni.

Quali sono i rischi per la salute

I rischi per salute dei lavoratori esposti al freddo sono molteplici; questi possono essere di tipo cognitivo e fisico.
I rischi di tipo cognitivo si manifestano quando il lavoratore è soggetto a condizioni di disagio termico poiché le risorse mentali si concentrano verso la gestione del dolore fisico e della termoregolazione, sottraendo energia allo svolgimento delle mansioni lavorative.
Tra i rischi di tipo fisico, invece, rientrano tutti quei dolori fisici provocati dalle basse temperature.
Le conseguenze spesso causate dal freddo che si verificano nei lavoratori, infatti, sono legate a una serie di errori procedurali sul lavoro e a una minore precisione nello svolgimento delle azioni.
Il freddo, infatti, può influenzare l’equilibrio del lavoratore e quindi inficiare sulle mansioni stesse.

Come evidenziano alcuni studi eseguiti in Spagna e in Italia, in ambito lavorativo si manifesta un incremento del 4% del rischio di infortuni in condizioni di freddo dovute a superfici scivolose e visibilità ridotta.
Tra le patologie da freddo rientra anche lo “stress da freddo” che provoca una perdita di calore corporeo che compromette le funzioni fisiologiche.
Lo stress da freddo si manifesta già al di sotto dei +20° e come accennato nel primo paragrafo coinvolge maggiormente i lavoratori che lavorano in attività all’aperto, come edilizia, agricoltura ma anche nelle industrie alimentari, nelle industrie farmaceutiche e nelle industrie che presentano ambienti refrigerati.

Durante lo svolgimento del proprio lavoro in condizioni di freddo, la protezione degli organi vitali è essenziale.
Durante le attività lavorative svolte al freddo, il corpo del lavoratore reagisce al freddo attivando la vasocostrizione periferica e il brivido.
Il brivido di per sé è una reazione naturale e istintiva da parte del corpo chiamata reazione di difesa, che impegna energie essenziali.
Tale reazione riduce l’afflusso di sangue alle estremità e ne consegue la reazione di raffreddamento di mani e piedi causando la riduzione di destrezza manuale con possibili conseguenze legate ai geloni e ai piedi da trincea.
Il freddo può anche comportare affaticamento del sistema cardiovascolare, portando a infarti e a ictus.
Tra le altre patologie annoverate rientrano quelle che riguardano la pelle e il sistema respiratorio.

Quali sono le misure di prevenzione e tutela

Le misure di prevenzione e tutela sono necessarie per contrastare i danni fisici ed emotivi provocati dal freddo nei lavoratori.
I dispositivi di protezione individuale (DPI) rappresentano elementi essenziali di difesa e devono rispondere a rigorosi standard europei, uniti a una formazione specifica dei lavoratori sui segnali precoci di ipotermia.
Tra i dispositivi di protezione individuale (DPI) utilizzati dai lavoratori rientra l’abbigliamento a strati protettivo, con capacità di traspirazione, poiché gli indumenti troppo stretti o umidi di sudore possono accelerare il congelamento.
Lavoratori al freddo: i rischi e le misure di prevenzione e tutela